Qualche giorno fa ho rivisto, dopo un bel po', il film Big Fish di Tim Burton. Il protagonista racconta diversi episodi incredibili della sua vita avventurosa ma trovano suo figlio poco propenso a credergli: solo in punto di morte del padre si rendera' conto che era tutto vero cio' che gli aveva raccontato...
Bene, verso la fine del film mi sono messo a piangere come un bambino: a mia memoria, era da due anni che non piangevo, da quando cioe' che mio fratello mi comunico' che sarebbe diventato papa'.
Perche' ho pianto? sicuramente mi sono rivisto nel rapporto con mio padre: con le dovute proporzioni, anche a lui piace tuttora raccontare fatti ed avvenimenti capitati in gioventu'; spesso tali racconti sono ripetuti - forse li racconta anche a se stesso, chissa' - che ci vengono a noia. E mi chiedo, toccando opportunamente ferro, cosa accadra' quando non ci sara' piu' ? Rimpiangeremo questi racconti, che in fin dei conti fanno parte di mio padre, perche' se li ricorda evidentemente hanno lasciato un segno in lui ? O forse e' giusto che questi episodi se ne vadano con chi li ha vissuti, perche' ognuno deve vivere la propria vita costruendola con le proprie "avventure" ?