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mercoledì, 29 aprile 2009

Il documentario che vorrei

Ho avuto la fortuna di vedere il film-documentario "Earth", in questi giorni al cinema, e devo dire che mi è piaciuto. Molto. Le immagini sono assolutamente spettacolari e veramente da brivido, soprattutto quelle riprese sulle cascate: per usare un tecnicismo.. una vera figata !
Ma le scene più emozionanti, almeno per me, sono quelle che riguardano la caccia, l'eterna lotta fra il predatore e la preda: i leoni contro gli elefanti, le aquile a pesca e, dulcis in fundo, l'attacco dello squalo bianco alla foca. Si, sono scene cruente, però viste nell'ottica della selezione naturale, ci sta tutto.
Sono ben altre le scene crudeli che purtroppo ci è capitato di vedere in altre occasioni: quelli (esseri umani) che ammazzano i cuccioli di foca per farne pellicce; oppure quel bravo giovane che stende un canguro e mette il filmato in rete...
Tornando però alle lotte fra animali per la sopravvivenza, ricordo di avere letto tempo fa un libro - di Folco Quilici se non sbaglio - dove si parlava della caccia effettuata dai capodogli nei confronti di calamari giganti, caccia che si svolge nelle profondità oceaniche fra due giganti dei mari. Talvolta però capita che il calamaro gigante resiste agli attacchi e riesce a trattenere il capodoglio, che deve risalire per respirare, fino a farlo annegare. Leggenda ? Fantasia ? Forse non lo sapremo mai. Certo che sarebbe un documentario assolutamente unico quello che riprendesse una lotta fra titani come questa. Ma d'altra parte questo, come tutto ciò che accade nelle grandi profondità oceaniche, è uno dei pochi misteri che ancora rimagono a questo mondo.

postato da: ziobilly7 alle ore 21:07 | link | commenti (4)
categorie: film, animali
domenica, 12 aprile 2009

Compensazione

A me capita, e non credo di essere l'unico, di avere qualche giornata storta: magari già dal mattino, quando mi alzo di cattivo umore, c'è maltempo, sento cattive notizie al Tg, mi taglio radendomi... piccole cose che mi fanno vedere la realtà più cupa di quanto essa sia realmente. Va da se che poi ogni altro piccolo contrattempo che accade durante il giorno viene ingigantito.
Poi però segue sempre un periodo dove tutto va bene, le cose girano per il verso giusto e mi sento allegro senza un perché.
Così mi chiedo: esiste una specie di meccanismo di compensazione - non saprei come meglio definirlo - che rende l'esistenza "neutra", mediando fra i momenti tristi e quelli felici della vita di ognuno ?
Se così fosse, ogni volta che le cose vanno male ci si potrebbe tirare su il morale sapendo che poi seguiranno momenti più felici; parimenti, quando tutto va bene, ci si dovrebbe preparare al peggio che prima o poi capiterà...
In questi giorni anch'io sto seguendo la drammatica vicenda del terremoto in Abruzzo. Le storie personali che si sentono sono angoscianti: persone che nel giro di pochi minuti si sono trovate in mezzo alla strada con soltanto ciò che avevano addosso e che hanno perso tutto così, di colpo. Altri, meno fortunati, rimasti sotto le macerie. Ma quello che mi è rimasto più impresso è vedere, durante i funerali, le piccole bare bianche poste sopra quelle della propria mamma o papà. Mi sono chiesto quale "compensazione" ci può essere per quel genitore/compagno di vita rimasto vivo che vede la sua famiglia messa in due casse di legno, una sopra l'altra ? Quell'abisso di dolore, inimmaginabile per chi non lo vive, come potrà mai essere colmato ?
Spero davvero che queste persone trovino dentro di se la forza per risollevarsi e ricominciare, le cose per loro non possono andare peggio di così.
Con tanti auguri di Buona Pasqua.

postato da: ziobilly7 alle ore 21:27 | link | commenti (2)
categorie: terremoto in abruzzo