A me capita, e non credo di essere l'unico, di avere qualche giornata storta: magari già dal mattino, quando mi alzo di cattivo umore, c'è maltempo, sento cattive notizie al Tg, mi taglio radendomi... piccole cose che mi fanno vedere la realtà più cupa di quanto essa sia realmente. Va da se che poi ogni altro piccolo contrattempo che accade durante il giorno viene ingigantito.
Poi però segue sempre un periodo dove tutto va bene, le cose girano per il verso giusto e mi sento allegro senza un perché.
Così mi chiedo: esiste una specie di meccanismo di compensazione - non saprei come meglio definirlo - che rende l'esistenza "neutra", mediando fra i momenti tristi e quelli felici della vita di ognuno ?
Se così fosse, ogni volta che le cose vanno male ci si potrebbe tirare su il morale sapendo che poi seguiranno momenti più felici; parimenti, quando tutto va bene, ci si dovrebbe preparare al peggio che prima o poi capiterà...
In questi giorni anch'io sto seguendo la drammatica vicenda del terremoto in Abruzzo. Le storie personali che si sentono sono angoscianti: persone che nel giro di pochi minuti si sono trovate in mezzo alla strada con soltanto ciò che avevano addosso e che hanno perso tutto così, di colpo. Altri, meno fortunati, rimasti sotto le macerie. Ma quello che mi è rimasto più impresso è vedere, durante i funerali, le piccole bare bianche poste sopra quelle della propria mamma o papà. Mi sono chiesto quale "compensazione" ci può essere per quel genitore/compagno di vita rimasto vivo che vede la sua famiglia messa in due casse di legno, una sopra l'altra ? Quell'abisso di dolore, inimmaginabile per chi non lo vive, come potrà mai essere colmato ?
Spero davvero che queste persone trovino dentro di se la forza per risollevarsi e ricominciare, le cose per loro non possono andare peggio di così.
Con tanti auguri di Buona Pasqua.