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lunedì, 26 ottobre 2009

Credo nei miracoli

Il 26 settembre scorso era, qui da noi, una bella giornata. Mio padre si alzò presto per andare a funghi: conosceva un posto promettente che non avrebbe svelato ad alcuno, neppure sotto tortura. Dopo qualche ora mia madre lo chiamò al cellulare: spento o non raggiungibile. Verso mezzogiorno, quando iniziò a preoccuparsi, ricevette una telefonata dal marito: un po' farfugliando disse che era caduto e non riusciva ad alzarsi e, fortunatamente, riuscì a dire dove si trovava. Mia madre e mio fratello andarono sul posto e da lì chiamarono subito il 118: un'ambulanza lo caricò per portarlo al Pronto Soccorso a Treviso: tutto il parentado, io compreso, venne avvisato.
La diagnosi era di quelle tremende: un infarto ha causato un ictus e quindi un edema cerebrale; a tutt'oggi la sequenza non mi è ancora chiara ma poco importa. Era totalmente paralizzato su tutto il lato sinistro del corpo poiché l'ictus aveva coinvolto la parte destra del cervello. Lo trasferirono in Rianimazione e là ci dissero, senza tanti giri di parole, che papà aveva poche speranze di restare ancora fra noi... E' giusto che un medico dica la verità, anche se può far male, perché è, secondo me, meno dannosa di una pietosa ma illusoria bugia. Tuttavia quelle parole, ripetute giorno dopo giorno, provocavano in noi dei pensieri tristissimi e funesti. Sentirsi dire "mi stupisco che un paziente in quelle condizioni sia ancora vivo" non induceva nessuno all'ottimismo !
Eppure... nonostante la febbre - ci mancava solo quella - provocata probabilmente dai tubicini delle flebo che dopo qualche giorno si contaminano; nonostante difficoltà nel funzionamento dei reni; nonostante le varie TAC succedutesi non evidenziassero miglioramenti, il nostro eroe era ancora ostinatamente vivo. Inutile dire che noi ci aggrappavamo a qualunque cosa: la febbre si è abbassata, la pressione è scesa, ha mosso un po' la mano, ecc., per cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno, soprattutto per mamma,che era distrutta.. Poi, finalmente, abbiamo visto la luce: qualche parola smozzicata ma comprensibile, dei movimenti più accentuati del braccio e gamba destra ma i medici non erano per nulla ottimisti.
Dopo due settimane in Rianimazione è stato trasferito in Medicina Generale e da quel momento i miglioramenti sono stati via via più decisi: ora parla chiaramente, muove entrambe le braccia e gambe ed oggi ha iniziato la fisioterapia. Siamo coscienti che difficilmente recupererà completamente tutte le sue funzioni però, onestamente, non ci avrei scommesso un centesimo qualche settimana fa..
Se qualcuno sta vivendo ciò che ho vissuto io all'inizio, vorrei dirgli di non mollare, MAI, e soprattutto di trasmettere fiducia al malato. In molti hanno detto, e ne sono convinto, che avere dei "supporters" tenaci e costanti è una medicina che fa miracoli !

postato da: ziobilly7 alle ore 21:37 | link | commenti
categorie: salute, ictus