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giovedì, 03 settembre 2009

Verrà il giorno...

Verrà il giorno in cui una tempesta elettromagnetica di proporzioni inaudite metterà fuori uso tutti i cellulari, i computers, internet, gli elettrodomestici in genere ed allora si scoprirà che, forse, si può vivere senza tutto questo!!

E' uno sfogo il mio, dovuto al fatto che la connessione è lentissima: e pensare che qualche anno fa, nell'era dei modem analogici a 56K, ci avrei messo la firma per navigare alle velocità che ora mi sembrano "lentità"..

Mi chiedo se c'è un limite alla nostra fretta di comunicare, viaggiare, fare.. e poi, una volta raggiunto, che si fa ?? Mica siamo qui a pettinare le bambole ?!!!


postato da: ziobilly7 alle ore 21:49 | link | commenti (6)
categorie: tecnologia

Commenti
#1    04 Settembre 2009 - 12:37
 
Non credo ci sia un limite alla nostra fretta di comunicare. Ci sentiamo lumache anche con la tecnologia moderna e siamo spinti ogni giorno a cercare altri dispositivi o nuovi modo per mettersi in contatto, quando poi non parliamo neppure con chi ci sta vicino (qualcuno dice "col proprio vicino di casa", ma il mio vicino ha un pastore tedesco e non me la sento neppure di guardare dalla finestra di casa. Oppure, usiamo i mezzi di comunicazione per fesserie, come la infinita moltitudine di messaggi che ricevo quotidianamente e che puntualmente sono anch'io spinta a scrivere. Tu no, lo so.

L'unica frontiera che non riusciremo mai a varcare nella comunicazione sarà con i nostri antenati e i nostri cari che non ci sono più.
Ciao, Sabrina
utente anonimo

#2    04 Settembre 2009 - 21:54
 
il tempo impiegato al pc, al cell. e via dicendo ha modificato i giorni , non più in 24 ore ma 36. I tempi che impieghiamo a fare cose tecnologiche sono veloci in rapporto agli spazi che dedichiamo al vivere. La vita richiede lentezza, silenzio, comunicazione fatta di sguardi. Quando ero piccola ho un ricordo di alcune famiglie in collina che non avevano la luce, ma la lanterna, il gas,ma il camino, l'acqua potabile andavano a prenderla con i secchi in fondo alla valle. Ricordo che firmavano con una x. Ma ricordo anche le risate, la mancanza assoluta di stress, i canti e le concitate discussioni.Parlo di un estremo, ma anche noi senza rendercene conto stiamo andando diritti verso l'altra estremità.quella del vuoto affettivo.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente magicaluce

#3    05 Settembre 2009 - 10:29
 
Hai ragione. Ci stiamo muovendo verso il vuoto affettivo che è la cosa più importante che stiamo perdendo nell'acquistare velocità nella comunicazione.
Sabrina
utente anonimo

#4    05 Settembre 2009 - 21:34
 
Noi almeno ce ne rendiamo conto di questo: pensa le giovani generazioni, che interagiscono solo via SMS o Facebook..
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ziobilly7

#5    05 Settembre 2009 - 22:49
 
non c'è mai un limite alla comunicazione in crescita dell'individuo ...
notte anima

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Aenima1

#6    08 Settembre 2009 - 15:02
 
Noi ce ne rendiamo conto proprio perchè abbiamo scoperto questa forma di comunicazione più tardi, non siamo nati con essa e spesso, almeno a me capita, non mi va di "aggiornarmi". Voglio dire: ho appena scoperto la nuova versione di X e nell'arco di un paio di mesi mi viene offerta la New Version di X. E via così, non solo per la X, ma per la A, la B, la C, la W e... Uno alla fine scoppia.
Ci sono dei momenti in cui scopro di non saper più tenere la penna in mano eppure fino a tre anni fa lavoravo solo con quella !
Sabrina
utente anonimo

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