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lunedì, 07 dicembre 2009

Amanda, Clinton e Guccini..

Oltreoceano non l'hanno presa bene: ma come, quella brava ragazza, così angelica, così acqua e sapone, come può essere colpevole ? E, soprattutto, come si permettono dei magistrati una sentenza così pesante, visti i numerosi dubbi emersi durante l'indagine ? Bisogna chiamare la Cavalleria, il generale Custer che liberi Amanda dagli indiani cattivi.. e così entra in gioco il Segretario di Stato USA Hillary Clinton, la quale ha detto che ascolterà chi ha qualcosa da dire a proposito del processo di Perugia. Non appena avuta la notizia - ed è questo che mi ha fatto, come si dice, incazzare - i magistrati italiani si sono precipitati subito a difendersi sostenendo che vi sono stati una ventina di giudici che hanno esaminato e vagliato scrupolosamente indizi e prove sia dell'accusa che della difesa prima di emettere la sentenza.
Ora mi chiedo, maliziosamente, se invece fosse stato il nostro Signore e Padrone Silvio I a fare la stessa affermazione della Clinton, cosa sarebbe accaduto ? Ci sarebbe sicuramente stata una - legittima - insurrezione da parte della magistratura: un ulteriore tentativo di delegittimazione, un abuso di potere, etc.
Secondo me i magistrati non hanno assolutamente alcun bisogno di giustificare il proprio operato di fronte ad una velata forma d'intimidazione quale può essere quella americana. Se Amanda Knox, come sembra, risulta colpevole, deve rimanere in galera qui, in Italia, e scontare la sua pena, punto. Sarebbe veramente triste farsi influenzare da coloro i quali, giova ricordarlo, prevedono tuttora la pena di morte, senza contare il caso recente di Guantanamo.
Un po' di orgoglio nazionale, impariamo a stimarci di più!!
Tutto questo mi fa venire in mente la presentazione del grande F. Guccini della canzone "Statale 17", cantata assieme con i Nomadi dell'indimenticabile Augusto Daolio:
"In quegli anni usciva, ad esempio, On the road di Kerouac: e allora tutti a fare l'autostop. Ma, se lo leggevi, nell'originale diceva: "Quella sera partimmo John, Dean ed io sulla vecchia Pontiac del ’55 del babbo di Dean e facemmo tutta una tirata da Omaha a Tucson". Madonna! Poi lo fai in italiano e dici: "Quella sera partimmo sulla vecchia 1100 del babbo di Giuseppe e facemmo tutta una tirata da Piumazzo a Sant’Anna Pelago".
Non è la stessa cosa ! gli Americani ci fregano con la lingua, capisci ? non è la stessa cosa....”

Vediamo di non farci fregare troppo..

postato da: ziobilly7 alle ore 17:57 | link | commenti (1)
categorie: legalita, amanda knox, orgoglio nazionale
sabato, 17 maggio 2008

Sicurezza e legalita'

Volevo dire la mia a proposito del tema della
sicurezza, soprattutto in riferimento alla presenza dei
rom. Questo e' in effetti un problema molto sentito, ma
da molto tempo. Sembra che il "Potere" si sia accorto
di costoro soltanto adesso ! Molte domande sorgono
spontanee quando si vedono questi personaggi in giro:
come fanno a vivere ? come riescono a mantenere le loro
Ferrari o, se poveri, Mercedes e BMW ? Per quale motivo
i loro bambini, mandati in giro a rubacchiare, non
vanno a scuola ? I rom pagano le tasse ?
Io vivo in prossimita' di un campo nomadi e mi chiedo
se sia giusto, nel 2008, consentire tutto questo.
Quando poi sento dire che loro hanno la propria
cultura, che dobbiamo fare di piu' per consentire la
loro integrazione e che, dulcis in fundo, anche noi
siamo stati emigranti un tempo, beh, - scusate il
linguaggio - mi girano le palle. Partiamo dal principio
che una nazione, quale l'Italia e', sia come una grande
casa: tutti gli abitanti devono darsi delle regole per
evitare il caos: se arriva qualcuno da fuori e vuole
entrare nella casa DEVE SEGUIRE LE REGOLE DELLA CASA
CHE TUTTI I SUOI ABITANTI SEGUONO !! Mi pare
assolutamente ovvio: in caso contrario, resta fuori.
Sono loro che si devono adattare, non noi. A tal
proposito, tanto perche' chi leggesse non pensi che sia
uno xenofobo o giu' di li, vorrei citare un piccolo
aneddoto che mi riguarda personalmente: io lavoro per
un' azienda giapponese e, nel corso del mio primo
viaggio a Tokyo diversi anni fa mi e' capitato, da buon
occidentale, di recarmi in uno di quei mega negozi di
elettronica che offrono tutte le novita' immaginabili:
era una giornata piovosa ed avevo con me l'ombrello.
Arrivato all'ingresso vedo una gentile signorina che
senza dire ne a ne b, mi afferra l'ombrello ed io,
pensando immediatamente "questa ha visto il forestiero
tutto preso dalla merce esposta e mi vuole fregare
l'ombrello, col cavolo che lo mollo".. Io non parlo
giapponese e lei non parlava inglese ma, dopo qualche
istante di imbarazzante tira e molla, le ho lasciato
l'ombrello ringraziandola: avevo visto che tutti gli
altri clienti consegnavano l'ombrello bagnato alle
altre colleghe di questa ragazza, che provvedevano a
richiuderlo in un sacchetto per evitare di bagnare
l'interno del negozio...Da questa mia grande figura ho
capito che e' meglio essere di mente aperta e rendersi
conto che quando si e' in un altro Stato, un'altra
cultura e tradizioni e' probabile che certe cose
funzionino diversamente da come mi aspetto e, in ogni
caso, TOCCA A ME, STRANIERO, ADEGUARMI.
Invece pare che l'Italia sia considerata come una specie di Paese di Bengodi, dove i delinquenti che commettono anche i delitti piu' efferati sono fuori di galera dopo pochi giorni e questo devo dire che non va per niente bene: troppi benefici di legge, attenuanti, indulti e quant'altro mentre magari la famiglia di chi e' stato ucciso si trova a navigare in cattive acque, priva di assistenza economica senza contare la perdita affettiva.
Riassumendo, credo vi siano due punti che dovrebbero, da parte di chi ha la competenza per farlo, essere fatti rispettare rigorosamente:
  1. Regolare l'immigrazione in modo trasparente, ossia rimane in Italia chi ha un lavoro onesto e si comporta correttamente:
  2. Certezza della pena: chi commette un reato deve pagare, provvedendo a risarcire almeno economicamente la famiglia del danneggiato.
Sono convinto che un Paese, per dirsi civile e non farsi prendere per il c..., dovrebbe fare rispettare questi due punti, altrimenti si va dritti verso l'anarchia e quindi al caos.

postato da: ziobilly7 alle ore 23:42 | link | commenti (1)
categorie: legalita, sicurezza